Io che vi guardo a San Valentino

di Roberto Albini

Se sei single perché dici di che non puoi rinunciare alla libertà, che nel tuo caso si vuol dire scoreggiare a tavola mentre mangi solo davanti alla Tv, questa festa non è per te.
Se sei single perché nella tua vita ti sono capitati tutti stronzi che ti hanno abbandonata senza comprendere il tuo ricco universo interiore che capisce solo tua madre e la tua migliore amica (anche se lei si veste di merda e non ha le unghie belle come le tue), questa festa non è per te.
Se sei sola perché i libri per te sono noiosi, certi film complicati ti stancano, le mostre non ti piacciono perché non capisci i quadri strani, e poi quando ti trovi a sostenere una conversazione che va più in là dei commenti sul culo di Orietta del Grande Fratello non riesci a far altro che sorridere annuendo, questa festa non è per te.
Se alla tua età ascolti Laura Pausini, e ancora stai aspettando che torni Luca nonostante è alle medie che ti ha dato quel bacio e che poi si è sposato con la tua compagna di banco, questa festa non è per te.
Se sei solo ma non capisci perché, visto che te quando ami una donna la riempi di attenzioni, sei sempre presente, la chiami ogni quindici minuti, le mandi sessantasette messaggi all’ora, segui tutti i suoi blog, la sua pagina Facebook mettendo mi piace su qualsiasi cosa, poi la vai a trovare quando esci da lavoro tutti i giorni alle sette, e poi il venerdì sera, il sabato notte, la domenica mattina, la passeggiata il pomeriggio, il filmetto dopo cena e non la lasci sola mai mai mai, ma proprio mai, questa festa non è per te.
Se sei sposato da quattro anni e hai già cinque figli, uno per ogni momento di crisi del matrimonio, questa festa non è per te.
Se dedichi al tuo partner meno attenzioni di quelle che dedichi al tuo cane, questa festa non è per te.
Se convivi, o sei sposato e aspetti con ansia il giorno di San Valentino perché per lo meno il vostro compagno è costretto a uscire con te, e poi finite in un ristorante di periferia in silenzio, a fissare il piatto, con la rosa del venditore ambulante dentro la borsa, questa festa non è per te.
Se hai meno di venti anni e speri che basti regalarle un Bacio Perugina affinché te la dia, questa festa non è per te.
Se stai con qualcuno da un po’ e con il tempo ti sei abituata ad interpretare la relazione come una sorta di fabbrica da mandare avanti con il polso di un dittatore cileno, questa festa non è per te.
Se stai con qualcuno da un po’ e ti sei trasformato in un budino capace solo di rotolare dal Pc alla Play e dalla Play alla Tv, questa festa non è per te.
Se l’unico motivo per cui stai con il tuo compagno, è perché in fondo gli altri fanno pure più schifo di lui, questa festa non è per te.
Se senti dentro di te il desiderio di essere legata e sodomizzata da quattro minatori ucraini, e la sera invece di ritrovi a rimestare una minestra con il dado Knorr falso del discount, questa festa non è per te.
Se hai appena lasciato la tua compagna e tre figli perché hai perso la testa per la tua collega ventisettenne, e ti senti giovane solo perché sei riuscito a fare le stesse cazzate che farebbe un quindicenne, questa festa non è per te.
Se passi il giorno a chattare con “toro36” e poi quando torni a casa ti lamenti che tuo marito non ti guarda più come prima, questa festa non è per te.
Se hai ridotto la tua coppia nel posto migliore dove andare a dormire, questa festa non è per te.
Se tu sai che lei sa che tu sai, ma andate avanti per il fantomatico bene dei bambini, questa festa non è per te.
Se ti sei segnato a cinque tornei di calcetto, due di tennis, al corso di pilates, al corso di crittologia applicata, alla semestrale di retrospettive su registi coreani, solo per non dover stare più di venti minuti al giorno in casa, questa festa non è per te.
Se sei convinta di amare il tuo uomo, nonostante non si veste come piace a te, non vuole figli e tu sì, tu preferisci il mare lui la montagna, lui è comunista tu leghista, lui ateo tu cattolico, questa festa non è per te.
Se, invece, dopo tanto tempo ancora cerchi i suoi abbracci perché è l’unica cosa che ti fa sentire in qualche modo al sicuro, se sei consapevole dei tuoi limiti e di quelli della tua compagna e non fai niente per esasperarli, se credi che hai saputo coltivare la complicità nella tua coppia senza abbandonarla alle stagioni dell’umore, se hai saputo far diventare il tuo rapporto il posto dove alla fine ti diverti di più, se hai saputo perdonare guadagnandoti così il perdono, se non hai bisogno di idoli da adorare ma persone da stimare, se sei riuscito a conservare la formalità necessaria a non banalizzare la confidenza, se hai avuto la sagacia di aver scelto con cura con chi condividere la vita senza tener conto dei suggerimenti degli ormoni, se sei riuscito a capire che l’egoismo è una forma di ignoranza e la gelosia un altro modo di perdere tempo, se sei convinto che gli anni che avete passato insieme non li hai rubati alla tua vita, allora non hai bisogno di festeggiare San Valentino, perché l’amore non ha bisogno di essere raccontato.
E quindi, questa festa non è per te.

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