Doccia infinita

di Roberto Albini

Voglio una doccia infinita, maree di sapone schiumato sulla mia pelle, perenne tepore d’acqua che spegne stanchezze. Voglio una droga incolore e inodore, che si assuma vivendo senza nuocere alla salute, per poter credere di volare senza staccare i piedi dal suolo. Voglio un bottone in fronte alla gente che gli accenda i pensieri, e li renda meno tristi da ascoltare. Voglio essere donna e farmi l’amore, per capire cosa si prova ad avere le mie labbra sul collo. Voglio un astuccio d’ottone dove riporre i miei umori nei giorni di pioggia. Voglio un cuscino che sappia scaldarmi i piedi, una coperta che mi possa abbracciare, e una notte che parli sottovoce senza dire niente per farmi addormentare. Voglio un buco per terra arredato dove poter passare i fine settimana, i giorni di festa, le vacanze estive, e tutti i capodanni fino alla fine del mondo. Voglio una fragola che sa di fragola, una vita che sa di vita, una voglia che sa di voglia, un amore che sa d’amore. Voglio piangere coriandoli e spargerli per strada il giorno che non vorrò più seguire la strada.

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