Faccio la pianta

di Roberto Albini

Guarda Mario, tu fa pure come vuoi che io non sono uno di quelli che si mette a commentare le scelte degli altri, cioè pure sì, ma questa volta ti lascio in pace. Se tu vuoi continuare così, fallo pure. Continua pure con questa noiosa abitudine di alzarti la mattina per fare cose. D’altronde sei grande e vaccinato e sei abbastanza maturo per prendere le tue decisioni. Ma io, mi dispiace, ti lascio qui. Io da domani faccio la pianta.
Mario si mette a ridere: “Ma che vuol dire fare la pianta?”. Come che vuol dire la pianta, Mario. La pianta, hai presente? Una pianta insomma. Lui mi guarda con espressione ironica. Cioè Mario a me. Dice: “Vabbè siamo tutti capaci a dire faccio la pianta, ma come si fa la pianta?”. Ecco Mario, lo vedi? Sei un bravo ragazzo, intelligente pure, però la fantasia… Quella tu non ce l’hai mai avuta. Arrenditi Mario, è un dato di fatto. Hai ancora tanti capelli ma immaginazione zero. Non te la prendere Mario. Mica si può avere tutto, Mario.
E come si fa la pianta? Che ci vuole? Ti metti lì, fermo. E poi segui con lo sguardo il sole. Non desideri, non hai esigenze, ti basta il sole. Tutto qui. Semplice no? 
Ma Mario scuote la testa. “E per mangiare?”. Mario ma sei cieco? Che tu hai mai visto una pianta mangiare? Hai mai visto una pianta che apparecchia o che si lamenta perché la pasta è scotta? Mario, dai non fare lo scemo. Le piante non mangiano, è chiaro. Lo sanno pure i bambini. Le piante stanno lì, ferme, e seguono il sole con lo sguardo.
Mario insiste: “No perché io ho visto un documentario su You Tube dove dicevano che le piante si nutrono di minerali”. Mario sei proprio ingenuo. Mario hai gli addominali scolpiti sì è vero, ma sei proprio ingenuo. Ma che tu credi a tutto quello che leggi o vedi su Internet? Mario le persone non sanno nemmeno cose che riguardano loro stesse, che vuoi che ne sappiano delle piante? Quelle nemmeno parlano, nemmeno hanno un profilo. Quelle guardano il sole Mario, tutto il giorno, la gente passa, non le comprende e inizia a farsi domande tipo: “Cosa hanno da nascondere?”. Capisci Mario? La gente le piante le schifa perché non possono scriverle gli auguri di Natale. E allora si vendicano, mandano in giro voci strane. Tutta invidia. Svegliati Mario. Adesso a te pare che si può campare di minerali, di ferro? E che le piante sono fachiri? A loro basta il sole. Capito che vantaggio?
Ma adesso li frego io, anzi noi, Mario. Dai facciamo le piante! Guarda è facile. Mi metto così, vedi? Ecco fermo, dritto e guardo il sole. Guarda, guardalo pure tu Mario. Guarda lì: il sole. Ecco bravo. Fermi, zitti: piante.
Mario però te l’ho mai detto che come pianta fai veramente schifo?
Cioè Mario, sarai pure alto per carità, avrai pure una bella ragazza, però come pianta fai proprio schifo.

Mario mi scappa la pipì.
Le piante dove la fanno la pipì?
Mario?
Mario che ore sono?
Mario ma a te ti piace essere pianta?
Mario a me sta cosa della pianta non è che mi convince molto.
Mario proviamo a fare i sassi?

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