L’ultima parola prima di un nuovo anno

di Roberto Albini

Come l’ultima volta che vedi l’angolo della strada della vecchia casa, e su quel muretto c’era una scritta con la vernice, ma non ricordi cosa. L’ultima volta che osservi le scaglie di matita cadere da un temperamatite, dopo la ricreazione. L’ultima volta che vedi quel tizio che passava sempre lì a quell’ora, o quella modella sul cartellone tutte le mattine per la strada del ritorno. L’ultima volta che poi da quella volta in quel locale non ci sei stato più, chissà perché, come l’ultima volta che poi da quel giorno non l’hai pensata più. E l’ultima volta che le hai visto la schiena nuda, l’ultima prima dell’ultima sigaretta insieme. Pure l’ultima volta che hai composto quel numero, e l’ultima volta che ti sei ricordato del suo compleanno. L’ultima volta prima che le melanzane non le digerisci più, che l’ultimo sorso tanto non lo reggi più. L’ultimo ci vediamo prima di un addio, l’ultima battuta di una sera che è stata l’ultima che hai passato così. L’ultima volta che sei sceso a quella fermata, l’ultima volta che hai spento l’ultima sigaretta. Come l’ultima volta che ci hai provato e chissà sia stata proprio l’ultima. Come l’ultima parola prima di un nuovo anno.
Tutto inizia dopo l’ultima volta.

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