Burro e alici

di Roberto Albini

Ci sono dei puntini sul soffitto e una linea scura, che posso vedere solo io, li unisce. La Voce che Parla alla mia Destra mi intima di alzarmi, quella che Parla alla Mia Sinistra dice che è inutile alzarsi se non ti aspetta nemmeno un abbraccio. Allora faccio proseguire la linea oltre la finestra, lascio che superi il giardino, poi i palazzi fino a quando arriva in un posto mai visto. La Voce che Parla alla Mia Sinistra dice che è qui che devo aspettare. C’è un tavolino di formica e una sedia vuota. Sul tavolo un piatto di pasta burro e alici, davanti una parete piena di puntini da unire.
La Voce che Parla alla mia Destra dice che dovrei mangiare prima che si freddi tutto, ma a me interessa l’opinione della pasta, per questo non mi muovo mentre lei non parla. Potremmo rimanere così in eterno, a guardarci, ognuno sperando che l’altro lo abbracci mentre tutto si fredda.
La Voce che Parla alla Mia Sinistra ripete che devo aspettare.
E nell’attesa conto tutti gli abbracci che non ho ricevuto.

Annunci