Qui c’è solo quel che manca

di Roberto Albini

Alessia adorava il mare, a me non è mai piaciuto.
Ma con Alessia era diverso.
Alessia m’insegnò un gioco che non ho mai più dimenticato.
Alessia mi portava sul bagnasciuga, lì dove le onde tentano di capire come si vive sulla terra ferma, e forse ci riescono perché fuggono appena arrivate. “Prova a scrivere quello che ti passa per la mente sulla sabbia bagnata”, mi diceva, “fallo in fretta prima che l’acqua lo porti via”. Scrissi “Non voglio stare qui”, e le onde si mangiarono tutto lasciando solo “qui”. Allora mi sbrigai e aggiunsi “Qui c’è solo quel che manca”. Delle persone si fermarono a parlare davanti a noi, le onde s’infrangevano ai loro piedi così che la scritta rimase a lungo sotto i nostri occhi. Poi quella gente si spostò, l’acqua arrivò sulle lettere storte scavate nella sabbia umida cancellandole una a una.
Da allora, quando scrivo, non posso fare a meno di pensare di trovarmi su quella spiaggia, che tutti i miei componimenti subiscono la stessa sorte, che la memoria di chi legge è come sabbia umida, e che il tempo è l’onda che li cancella.
Diventa solo un gioco, questo di provare a raccontarsi, come le parole crociate in una noiosa giornata al mare. Non rimane nessuna verità tra queste righe, se non il nero delle lettere che copre il bianco dello sfondo.

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