Sapessi com’è difficile trovare ispirazione mentre Gozzilla distrugge Roma

di Roberto Albini

Ti starai chiedendo perché t’ho portata fino a qui, su questa terrazza, proprio oggi che Gozzilla sta distruggendo Roma. Che io una risposta ce l’avrei o forse mille, ma intanto goditi lo spettacolo. Guarda come mangia il Colosseo, guarda come abbatte la tangenziale. E’ che m’hanno detto che i poeti rendono meglio di fronte alla paura di una fine, e allora l’ho voluta cercare sta cosa che si chiama ispirazione perché stasera deve fare il suo dovere e pescarmi le parole dalla bocca. Così rilassati, e se tremi abbracciami che in due tremare fa meno freddo.
Guardalo, guarda Gozzilla mentre s’avvicina calpestando il Circo Massimo e piscia dentro il Tevere. I topi scappano e con loro le persone che poi da quassù, con questa confusione, valla a capire dove sta la differenza tra queste due bestie. E se vuoi mi puoi abbracciare, intanto che aspettiamo l’ispirazione, perché devo dirti questa cosa che m’è rimasta incastrata in gola, come un Tir in quella di Gozzilla.
Volano gli arei sopra le nostre teste, ma non vanno più in vacanza, vanno da Gozzilla, e lui che è onesto prima di schiantarli glielo grida in faccia che non gli è amico. Lo chiamano coraggio questo cercare dove ci aspetta il niente. Io invece lo chiamo “bho”, e se per caso mi vuoi abbracciare fallo pure, che i dubbi di due diventano certezze.
Adesso non c’è più paesaggio, ma soltanto Gozzilla. Urla e agita la coda e quasi gli scoccia che siamo a mala pena rimasti vivi noi due. Quindi se vuoi abbracciami, che non c’è più tempo, ma solo un mostro e la certezza che sicuro l’ispirazione non sta nemmeno qui.

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