Lezioni di spagnolo #2 Masculino/Femenino

di Roberto Albini

Dopo un po’ che ci si addentra in questa lingua, si iniziano ad incontrare bizzarre differenze con l’italiano che istigano la fantasia a cercare di immaginarsi quando e in che modo due idiomi apparentemente simili, si siano allontanati così tanto tra loro. Non mi riferisco solo al significato distinto a parità di parole uguali (penso a largo che in spagnolo vuol dire lungo), ma anche alle molte sottigliezze concettuali. Una di queste, ad esempio, sono le parole che in italiano sono maschili e che in spagnolo invece diventano femminili.
Il latte diventa la leche, il letto la cama, il tavolo la mesa, la macchina el coche. Il sangue, quello che scorre nelle arene, diventa la sangre. E non è forse un ballo d’amore, quello che inscena il torero mentre cerca di conquistare la sua femmina prediletta, il sangue appunto?
Ma l’apoteosi di queste differenze, è senza dubbio quando ci riferisce direttamente a ciò che origina la distinzione tra i generi: gli organi riproduttori. L’italiano non potrà esimersi dal fare un sorrisino malizioso, quando scopre che l’organo riproduttore maschile in spagnolo si chiama popolarmente la polla e che il suo corrispettivo femminile el coño. Ciò fa sì che lo spagnolo medio maledica el coño con la stessa frequenza con la quale noi esclamiamo citando un pene. Un po’ non riusciamo a capirne il perché. A noi maschi, in fondo, el coño ricorda una cosa piacevole, e le donne italiane mai maldirebbero una parte del corpo che nella storia si è trasformato spesso in un concetto da ribadire per rivendicare la libertà. Un maschio italiano non sottovaluta nemmeno le ripercussioni a livello di autostima. Come si fa a chiedere a una ragazza: “Me lo dai?”. E, soprattutto, come fanno i famosi machos iberici, nel momento culmine di una relazione passionale, a dire: Te la meto? Sembra, poi, che l’invertire il sesso di queste due parole così evocative, muti anche la gerarchia tra loro. Il dominante maschile diventa dominante femminile, e ciò ci confonde.
Poi tutte le volte che arrivo a questo punto del ragionamento, mi viene sempre in mente che le donne in Spagna hanno ottenuto il diritto al voto prima di quelle italiane. Ciò dimostrerebbe che è vero.
Le rivoluzioni iniziano dal linguaggio.

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