La seconda cosa nella vita

di Roberto Albini

Non credere, non è stato facile ottenere il posto, ci vogliono delle qualità particolari. Sono capaci tutti a prendere una triennale, o una laurea quinquennale in lettere antiche, ma il requisito essenziale per questo lavoro ce l’hanno pochi, veramente pochi. No, ma quale master, io al massimo di master ho avuto solo He-man. Guardami bene. Anzi, mi metto di profilo così lo noti meglio. Bhè? Hai capito? Osserva: i miei zigomi sono prominenti. La mandibola invece, proprio in questo punto, esegue una curva accentuata, per questo ho le labbra e la bocca protese in avanti. Pensa che mia madre da piccolo mi voleva far operare. M’avrebbe rovinato. Voleva diventassi avvocato, come zio, che ha le mascelle quadrate e la fronte ampia, mica come la mia che ha appena lo spazio per contenere le sopracciglia. Sai quanti aspiranti avvocati ci sono a spasso ora?
Insomma mi hanno selezionato tra centinaia di persone. Cioè decine. Vabbé eravamo sei, ma cosa conta? Hanno scelto me! Per la prima volta in vita mia qualcuno mi ha scelto: “Lei Carboni è la persona che stavamo cercando”, mi ha detto il dott. Sfarzi, proprio così. Mi ha stretto la mano e mi ha subito condotto nel mio ufficio. Dunque, non è proprio un ufficio, nel senso che non ha la scrivania, né un computer, ma solo uno sgabello, bianco, come le pareti. Ma un ufficio è la stanza nella quale una persona svolge il suo lavoro, e siccome io lì ci lavoro lo chiamo ufficio. Che male c’è?
Poi il dott. Sfarzi ha aggiunto: “Lei si chiederà perché l’abbiamo scelta signor Carboni”. Io veramente non me lo stavo domandando, ma ho annuito, ero troppo felice. Così lui ha iniziato a spiegarmi questa cosa degli zigomi e la mandibola, che tra gli europei è una cosa rara, che probabilmente la mia famiglia ha origini africane. Mia madre è di Canepina, in provincia di Viterbo, mio padre è nato alla Magliana, qui a Roma, e l’unica cosa di africano che ho visto girare a casa mia è una statuetta intagliata nel legno che zia ci ha regalato quando è andata in viaggio di nozze in Marocco. Ma non mi andava proprio di contraddire il capo il primo giorno di lavoro.
Il dottore mi ha fatto accomodare sullo sgabello. “Sta comodo?”, mi ha chiesto e quando io ho risposto di sì, mi ha detto di spogliarmi nudo, poi è sparito dietro la porta, bianca come le pareti e la sediola. Non se n’era andato. Ha continuato a parlarmi da dietro il vetro, con gli altoparlanti. “Signor Carboni, il Macaca Sylvanus non è una scimmia qualunque”, ha gracchiato, “è un primate molto evoluto, tanto che ha sviluppato dei comportamenti sociali molto simili a quelli umani”. Io intanto ero rimasto senza vestiti, seduto sullo sgabello bianco, come le pareti e la porta, con le mani giunte sul pube e intento ad annuire al muro. “Quello che svolgiamo in questa clinica, signor Carboni, è d’importanza vitale per la scienza. Al di là di quella porta, decine di ricercatori, tra i più validi in questo paese, conducono senza sosta una investigazione sopra l’origine della vita stessa. Hai mai sentito parlare del protospermatozoo di Troskinh, signor Carboni?”. Feci di no con la testa al muro, bianco. “E’ un’annosa questione. Victor Troskinh teorizzò negli anni Quaranta di uno spermatozoo più piccolo di quelli normali, che non ha seguito la normale evoluzione della nostra specie, ma bensì si è come fermato a circa trentamila anni fa. Capisce Carboni?”. A quel punto ho levato una mano dallo scroto per grattarmi la testa. “Carboni noi cerchiamo il protospermatozoo, perché se lo troviamo non solo dimostreremo che la teoria di Troskinh è esatta, ma scopriremo come era un nostro progenitore di circa trentamila anni fa. Carboni: qui lei rischia di entrare nella storia”.
C’è da dire che io nella storia già ci sono. Ognuno di noi ci sta. Cioè non è che quando, per esempio, uno dice “studiamo i Babilonesi”, poi aggiunge “tutti tranne quello lì, quello riccio”. I Babilonesi sono tutti passati alla storia, tanto è vero è si dice “i Babilonesi”, e non li si nomina uno per uno. Te lo immagini un libro di storia con questa logica? Tipo le Pagine Gialle. Quindi nella storia io ci sono, e come. Tra vent’anni ci sarà un giornalista che condurrà un programma di quelli “come eravamo”, e io sarò lì. Mi menzioneranno: “Erano gli anni Dieci del Duemila, quando una crisi economica si abbattè sul mondo creando disoccupazione e povertà”, mentre scorrono filmati di scioperi o proteste. E io chiamerò mio nipote tutto contento: “Vedi? C’è nonno, io stavo lì!”. Chiaro che mi sarebbe piaciuto di più essere un Babilonese, ma la storia è la storia, mica ci sta la seria A della storia. Questo per dirti che a me quella frase sulla “storia” di Sfarzi non mi convinse del tutto. Comunque ha continuato: “Per far fare questo passo avanti alla scienza però, abbiamo bisogno di qualcosa di raro, che costa produrre. Perché, sempre secondo la teoria di Troskinh, il protospermatozoo si rivela solo all’interno dell’ovulo di un primate”. Con te devo essere sincero. Anche se iniziavo a capire cosa intendesse l’annuncio con “prestazioni in ambito biologico”, non mi era ancora chiaro in che cosa consitevano esattamente le mie “prestazioni”. Ma il dubbio è durato poco.
Sfarzi continuò: “Il Macaca Sylvanus, possiede un utero adeguato alle dimensioni di un pene umano, e il suo costo è nettamente inferiore a quello di uno scimpanzé. I tagli colpiscono anche la ricerca, caro signor Carboni. Il Macaca Sylvanus è una scimmia intelligentissima ma con gusti sessuali rigidissimi. Dopo numerosi esperimenti, abbiamo notato che la femmina di questa razza è attratta principalmente da visi con i tratti somatici come i suoi. Lei agli occhi di un Macaca Sylvanus è bellissimo signor Carboni”. Lì un poco sono arrossito, e mi riportai la mano a coprire. “Quello che questa clinica si aspetta da lei è principalmente devozione alla causa. Deve svolgere le sue mansioni con senso del sacrificio per una causa infinitamente più grande di noi due. Voglio che lei ne sia consapevole. Ma ha idea del lustro che può dare a questo Paese la scoperta di uno spermatozoo antico quasi quanto la nostra specie?”.
Ecco, è a quel punto ho capito che cercavano uno disposto a fottersi una scimmia. Perché non me ne sono andato? Un sacco di buone ragioni: un contratto a tempo indeterminato, la quattordicesima, gli incentivi e il fine settimana libero, per esempio. Ma anche un certo piacere nel saper di svolgere un compito così importante per l’umanità. Vabbè questa è una puttanata, non te lo nascondo. Però lavoro mezza giornata, e magari, se non piaccio alla Macaca Sylvanus di turno, a volte posso andare via anche prima. Ieri con la mia ragazza abbiamo deciso di sposarci, mio suocero ha visto una casetta fuori il Raccordo nuova nuova. Dice che è un buon momento per comprare casa, i prezzi sono bassi. E adesso ho uno stipendio più che rispettabile, mi concederanno anche il mutuo.
Lo sai pure tu che lavoro è la prima cosa nella vita.
E la vita la seconda.

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