A noi

di Roberto Albini

A noi, a noi la domenica mattina in pantofole, i sabati al mare alla spiaggia libera, i venerdì in una birreria di San Lorenzo. A noi, a noi un libro nuovo in edizione economica, un cinema di mercoledì a prezzo ridotto, un pacco di tabacco per girare le sigarette. A noi, certo a noi, le pastarelle nei giorni di festa, il ristorante cinese a portar via, i piatti inimitabili di mamma. A noi, a noi una passeggiata al parco con il sole in faccia e i ragazzini che si rotolano nell’erba, il centro storico di un paesello non troppo lontano, il bosco vicino al lago. A noi, a noi un contratto a tempo determinato, dieci euro di benzina, la rata della macchina usata, la bolletta della luce. A noi, le promesse senza intenzioni, la perdita di coscienza di classe, la morte nei cantieri, l’ufficio postale con i terminali bloccati. A noi, a noi un paradiso immaginario come ricompensa per una vita d’inferno, i paesaggi desolati delle periferie a luglio, un chilo di mele e niente carciofi che costano troppo. A noi, la storia, la poesia, la politica sommaria dei bar. A noi, la fila ai discount, la vecchietta che non riconosce i dieci centesimi, i libri usati per la seconda media. A noi, a noi il dentista della mutua, un anno per sapere di quale morte si creperà, l’estrazione della milza al posto dell’appendice. A noi, la calvizie, le rughe, la cellulite. A noi, la metro stracolma, la fila nell’ora di punta, i treni in ritardo. A noi, vivere alla giornata, non domandarsi cosa sarà, tenere duro e a lungo, le piccole cose in assenza di quelle grandi.
Agli altri, agli altri tutto il resto.

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