Questa è la favola che non fa sognare

di Roberto Albini

A ben vedere, nel piccolo paese di Fuiello Jonico, c’erano solo due strade, ma molto lunghe. La prima, Via Giovannipoli, entrava da nord, lo attraversava completamente e usciva a sud. La seconda, Via Antonio Ronconi, entrava da est, si incrociava con Via Giovannipoli per poi sbucare ad ovest direzione autostrada. In pratica Fuiello si estendeva all’interno quattro spicchi lasciati liberi dal passaggio di queste due strade, così che gli abitanti erano per forza obbligati ad attraversare le due arterie diverse volte al giorno per raggiungere qualsiasi posto del paesetto. La cosa strana è che a Fuiello non esistevano semafori, né strisce pedonali, né un adeguata illuminazione pubblica e per questo, in quel piccolo centro abitato, ogni giorno moriva un sacco di gente semplicemente per attraversare la strada.
Il Sindaco, tutte le volte che i cittadini si lamentavano per questa assurdità, rispondeva che non era colpa sua, ma delle amministrazioni che lo avevano preceduto, che erano tempi duri per le casse del comune, e chiudeva sempre la sua difesa con la promessa che ne avrebbe parlato direttamente al Ministro. Quale non si è mai capito, ma questo bastava ai poveri fuiellani ai quali non restava nient’altro che fare ben attenzione quando uscivano di casa. Un giorno, sulla scrivania del primo cittadino di Fuiello arrivò una lettera sigillata con lo stemma dello Stato che lo avvisava di un’imminente ispezione da parte dell’Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio della Repubblica, a seguito delle numerose lamentele giunte all’ufficio del Capo Dipartimento Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio Nazionale. Il Sindaco, allarmato dalla notizia e temendo una ripercussione nella sua carriera per colpa di questa visita, istituì immediatamente la Commissione Locale Monitoraggio Qualità delle Strade alla quale incaricò un’accurata perizia sullo stato delle vie a Fuiello Jonico. Dopo qualche tempo ebbe un rapporto dettagliato che lo informava che nel paese di cui era l’amministratore, non esistevano semafori né strisce pedonali né lampioni, e per questo molta gente moriva nell’attraversare la strada. Il Sindaco non disse nulla. Ordinò  subito alla Commissione Locale Monitoraggio Qualità delle Strade  di nominare un consulente esterno incaricandolo di studiare un piano adeguato prima che arrivassero gli agenti dell’Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio della Repubblica. Il consulente a sua volta si rivolse a un’impresa a conduzione familiare, Quagliarella e Figli s.n.c., di solito dedita alla ristrutturazione di vecchi casolari e alla costruzione di mangiatoie per bufali, incaricandola di pitturare delle strisce pedonali e mettere qualche lampione qui e là. Nel frattempo era arrivata l’estate e la gente, che a causa del caldo aveva intensificato le passeggiate, continuava a morire sempre più copiosamente per le vie di Fuiello. C’erano più abitanti di Fuiello al cimitero che in giro per il paese, e il prete, grazie alle laute offerte quotidiane che riceveva per celebrare messe in onore dei defunti, girava con un Mercedes nuovo nuovo con il quale provocava pure lui centinaia di morti alla settimana.
Il povero Pietro Quagliarella e i suoi due figli semi analfabeti, si diedero da fare per pitturare le strisce pedonali il più velocemente possibile per le strade ma, a causa delle scarse conoscenze in materia di segnaletica stradale, invece di dipingere delle righe parallele fecero chi dei triangoli  chi dei quadrati. Alvaro Cuagliarella, il figlio più piccolo, in un delirio artistico disegnò addirittura il ritratto di Ken il Guerriero. I fuiellani, la mattina dopo, quando videro quei segni strani sul suolo, non capirono in quale maniera dovevano attraversare la strada, e per questo il numero dei morti per incidenti stradali aumentarono quasi del doppio.
Il Sindaco iniziava a spazientirsi. Temeva l’ispezione dell’Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio della Repubblica, ma non riusciva a capire cosa fare per evitare che tutti i suoi concittadini perissero con cotanta frequenza. A lui sembrava oggettivamente di aver fatto il massimo. Così decise di andare lui stesso, forse per la prima volta in vita sua, a vedere cosa diavolo succedeva sulle uniche due strade del suo paese. Arrivò al centro di Fuiello e si mise ad osservare cosa succedeva. Dopo cinque minuti che stava lì, già era morta una vecchietta ed un ciclista era rimasto gravemente ferito. “Ci sono!”, pensò, “Se ordino alle persone di non uscire più di casa, non morirà più nessuno!”. E così fece. Deliberò subito un Decreto Legge in cui si impediva di uscire di casa a tutti gli abitanti di Fuiello provocando così la morte per fame e stenti di tutti i sopravvissuti all’attraversamento stradale.
Quando alla fine venne il giorno della fatidica ispezione dell’Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio della Repubblica, a Fuiello non c’era più una sola persona viva. Solo il Sindaco venne ad accogliere la delegazione mostrandogli orgoglioso la tranquillità del suo Fuiello Jonico. Quelli dell’Ufficio Monitoraggio Qualità delle Strade nel Territorio della Repubblica restarono molto soddisfatti e non dimenticarono di promettere una segnalazione per il buon lavoro svolto dal Sindaco direttamente al Ministro in persona.
Dopo qualche anno il Sindaco di Fuiello Jonico divenne il Direttore del Fondo Monetario Internazionale.
Ma questa è un’altra storia.

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