L’amico di Cristo

di Roberto Albini

– Ma sai… Non sono convinto che funzioni, e soprattutto non è che ho ben capito come si sviluppa questo… questo…
– Questo piano! Però, Cristo, pensavo fossi più sveglio! Va bene, te lo ripeto, ma stai attento perché sono già due ore che siamo qui, e non ho tutta l’eternità per fartelo capire.
– Ma Caspio, l’eternità ti appartiene nel mio regno.
– Si vabbè, ancora con questa storia del regno che nessuno ha mai visto, che sta nel cielo… Comunque, stai attento, ok?
– Che vuol dire ok?
– Ma Cristo dove cazzo vivi? Insomma, ascoltami, ma fallo con molta attenzione.
– Ci provo, vai.
– Dunque, è semplice: siamo amici io e te no? Te lo ricordi alle elementari quando Funzio tutti i giorni ti spaccava i denti per rubarti la merenda, e tu invece di reagire, rimanevi fermo a prendere le botte, perché dicevi che bisognava porgere la milza, o non mi ricordo quale altra parte del corpo? Chi ti salvava il culo? E’? Chi metteva a tacere Funzio e i suoi amici? E’?
– Tu Caspio, certo che lo ricordo ma…
– Silenzio, ascolta.  E quella volta che ho rinunciato ad uscire con Maddalena solo perché sapevo che ti piaceva, anche se tu nella lista dei più belli della classe eri arrivato penultimo e a lei piaceva quello alto, coso…
– Giuda.
– Ecco, bravo proprio lui. Però io sono andato da lei, gli ho parlato, e tu te la sei trombata.  Lo ricordi vero?
– In verità ero ubriaco e…
– Ma che c’entra? E’ solo per dire da quanto tempo ci conosciamo, e quanto siamo legati tu ed io, lo capisci vero?
– Certo Caspio, io ti amo.
– Senza esagerare ora però. Insomma poi sei cresciuto, ti sei fatto un bel ragazzetto, robusto,  e hai iniziato a fare questi trucchi, queste cose strane…
– Miracoli, Caspio, compio miracoli.
– Miracoli… Un giorno avevi pure detto quella storia di un milioni di pesci per tutti, ma poi…
– E’ che papà non mi ha lasciato…
– E basta con questo papà! Hai tretatre anni Cristo! Non sei più un ragazzino ok?
– Ok? Ma quel vuol dire?
– Che palle Cristo. Ascoltami e non mi interrompere.
– Come vuoi, Caspio.
– Allora, a me non interessa come riesci a fare queste cose che fai, né chi te lo ha insegnato, però non posso pensare che con tutti questi, diciamo, poteri, io e te stiamo ancora qui a bere vino da un sesterzio al litro in questa locanda di merda.
– Ma Caspio, beati i poveri perché…
– Beati staminchia! Ma non hai visto come viviamo? Ti vesti con dei stracci, non abbiamo neanche un carretto, né  un cavallo. La sera la passiamo tra gli ulivi a raccontarci quello che tuo padre vuole che tu diventi. E mentre tu parli gli altri agiscono, vivono, si divertono, scopano. Che futuro vuoi che abbiamo se continuiamo così? Siamo giovani, Cristo! E stiamo buttando la nostra giovinezza inseguendo questo sogno del regno.
– Il regno dei cieli esiste Caspio, io vengo da lì.
– Basta con queste storie, basta con questi vaneggiamenti. All’inizio eri simpatico, stravagante se vogliamo, ma ora stiamo parlando di cose serie, stiamo parlando di noi di quello che vogliamo essere, e non c’è spazio per i regni immaginari. Lo capisci Cristo?
– Tu non hai fede Caspio.
– Va bene non ho fede, ma ho cervello. E ora ti vado a spiegare cosa dobbiamo fare per uscire da questa miseria.
– E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli.
– Però è facilissimo che questo ricco viva infinitamente meglio di tutte le nostre progenie fino ad arrivare alla fine del mondo. E io, ma anche tu, ci meritiamo un po’ di benessere. Non credi?
– Io credo solo…
– Lascia perdere cazzo. Facciamo così: fallo per me, ok? Fallo per l’amore che dici di provare per me ok?
– Oq.
– No oq, Cristo! Ok! ok! ok! E’ semplicissimo! Ok! Che ci vuole?
– Si scusa. Ov…
– Sei faticoso, troppo. Allora: entriamo nel tempio, tu dici “Sono il Re!”, e questo già dovrebbe impressionare, poi fai uno di  questi tuoi trucchi, un fulmine, forte violento, sfondi tutto. Fumo, fiamme, confusione, smarrimento. In quel momento entro io, con una sacco in testa, prendo tutte le offerte agli dei, tutto quello che c’è e prima che arrivino i centurioni noi già stiamo in Egitto. E poi, poi una nuova vita. Capisci, Cristo, una nuova vita, un futuro, certezze…
– Ma papà che dirà?
– Senti Cristo, non pensare, per una volta, non lo fare.  Dici di comprendere tutti, quindi sforzati, e comprendi me. Siamo amici: amami. Ok?
– Ox…

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